Interessante articolo di tre ricercatori canadesi, John Molot, Margaret Sears, Hymie Anisman, inviatoci dalla nostra associata Sara, residente in South Australia, che ringraziamo.
Riportiamo la traduzione, oltre all’abstract in allegato.
Per chi volesse leggere il documento integrale lo trova qui.
La sensibilità chimica multipla (MCS) è una condizione medica complessa associata all’esposizione a basse dosi di sostanze chimiche. L’MCS è caratterizzata da molteplici manifestazioni cliniche e comorbilità comuni, tra cui fibromialgia, ipersensibilità alla tosse, asma, emicrania e stress/ansia, con cui condivide numerosi processi neurobiologici e alterazioni funzionali in varie regioni cerebrali.
I fattori predittivi associati all’MCS includono influenze genetiche, interazioni gene-ambiente, stress ossidativo, infiammazione sistemica, disfunzione cellulare e fattori psicosociali. Lo sviluppo della MCS può essere attribuito alla sensibilizzazione dei recettori potenziali transitori (TRP), in particolare TRPV1 e TRPA1. Studi condotti con test di inalazione di capsaicina hanno dimostrato che la sensibilizzazione del recettore TRPV1 è presente nell’MCS, e le indagini di neuroimmagine funzionale hanno evidenziato che agonisti di TRPV1 e TRPA1 inducono variazioni neuronali specifiche per regione cerebrale.
Purtroppo, la MCS è stata spesso erroneamente interpretata come una condizione esclusivamente psicologica, il che ha contribuito a stigmatizzare e isolare i pazienti, ai quali spesso viene negato il riconoscimento della disabilità. È essenziale una formazione basata sull’evidenza per garantire un adeguato supporto e tutela. Un maggiore riconoscimento dei meccanismi biologici mediati dai recettori dovrebbe essere incluso nelle leggi e nella regolamentazione dell’esposizione ambientale.
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Conclusioni
La MCS è una condizione biologica complessa, la cui causa principale è la sensibilizzazione dei recettori indotta da molteplici fattori ambientali. Le prove che l’MCS sia una condizione biologica sono ormai solide e non può più essere definita “controversa”. Esistono ampie evidenze che dimostrano la sensibilizzazione dei recettori chemiosensibili nel sistema nervoso centrale e respiratorio – i due sistemi più comunemente colpiti nella MCS.
Il fatto che tali disfunzioni recettoriali siano presenti anche in altri sistemi frequentemente colpiti e siano coinvolti nella generazione dei sintomi più comuni supporta ulteriormente l’idea che l’eziologia del meccanismo patofisiologico della MCS coinvolga la sensibilizzazione dei recettori chemiosensibili.
Per sviluppare e rafforzare una prospettiva multidisciplinare utile alla comprensione e al trattamento della MCS, è necessario un dialogo integrato tra specialisti di diverse aree e una maggiore consapevolezza tra gli esperti di settore. È giunto il momento che educatori in medicina, tossicologi e regolatori ambientali si aggiornino sull’MCS come condizione biologica distinta. Questi concetti devono essere introdotti nei programmi formativi di medicina, compresi quelli pre- e post-laurea, nonché nei programmi di aggiornamento professionale continuo.
Allo stesso modo,le sostanze chimiche che scatenano e attivano l’MCS devono essere identificate e regolamentate dalle autorità, non solo per garantire l’adattamento, ma anche – e soprattutto – per prevenire ulteriori eventi avversi nella popolazione.
I responsabili della formazione medica devono incoraggiare e guidare i medici in attività affinché possano fornire un supporto basato sulle evidenze, adeguato e necessario per i loro pazienti con MCS, e per poterli rappresentare efficacemente nei contesti opportuni.