Sensibilità Chimica Multipla e Istituto Superiore di Sanità

7 ABSTRACT Questo studio è una valutazione critica del documento dal titolo Attività del gruppo di lavoro sulla Intolleranza Idiopatica Ambientale ad agenti chimici (IIAAC) denominata anche Sensibilità Chimica Multipla (SCM) pubblicato nel 2008, che contiene la risposta del gruppo di esperti nominati dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) alla richiesta del Ministero della Salute di fornire indicazioni per predisporre percorsi assistenziali a favore dei pazienti affetti da Sensibilità Chimica Multipla (MCS) (1). In seguito a questo documento, il Ministero non ha riconosciuto l’MCS come malattia fisica e non ha predisposto alcun percorso assistenziale, sottintendendo che essa è un disturbo psicologico. METODO Sono stati approfonditi due aspetti: i campi di interesse degli esperti dell’ISS e i lavori scientifici citati a supporto delle tesi espresse nel documento. Allo scopo, sono stati utilizzati i motori di ricerca Google, Google Scholar, Scopus e Pubmed, ottenendo informazioni sui curriculum vitae dei componenti del Gruppo di Lavoro (GdL) e sulla loro produzione scientifica, nonché i testi completi degli studi citati nella bibliografia del documento e di altri ritenuti necessari per inquadrare in maniera più completa la problematica. RISULTATI I punti fondamentali emersi dalla lettura del documento sono i seguenti: 1. I componenti del GdL si sono incontrati presso la sede dell’ISS nel dicembre del 2006. Per avere una base documentale e impostare il percorso diagnostico-assistenziale richiesto, hanno deciso di fare una revisione sistematica di tutta la letteratura sulla IIAAC/SCM fino al 2006. La ricerca bibliografica è stata svolta da un ufficio dell’ISS, le voci bibliografiche reperite sono state 1031 e sono state suddivise nei settori: epidemiologia (139), diagnosi/sintomatologia (340), definizione di caso (37), eziologia (331) e terapia/trattamento (184). Un’analisi accurata è stata fatta sugli articoli che riguardavano le prime tre voci, ma non su quelli che trattavano di eziologia e terapia. Gli autori hanno allegato al documento 31 voci bibliografiche ritenute particolarmente significative e dirimenti. 2. Il percorso diagnostico presentato ha lo scopo di escludere la presenza di altre patologie, ma non contiene indagini mirate a fare diagnosi di MCS. 3. Il “trattamento” proposto consiste nel rassicurare il paziente che i sintomi non sono dovuti a una forma morbosa grave e lascia intendere che la natura della malattia sia solo psichica. 4. Nessuno dei componenti era esperto di MCS. 5. Nessuno dei componenti ha dichiarato di non avere conflitti di interesse. Dalla lettura degli articoli allegati è emerso che 14 sono lavori che sostengono la teoria psicogena dell’IIAAC/SMC, ma non sono presenti ricerche, già numerose in letteratura, che ne dimostrano l’origine tossica e la natura organica. 1 studio, il Position Paper dell’American College of Physicians del 1989, contiene una revisione della letteratura pubblicata dai medici ecologisti, la valuta non all’altezza della rimanente letteratura medico-scientifica e conclude che la natura organica dell’EI non è provata. 7 dei rimanenti 13 studi erano stati sottoposti, a suo tempo, a revisione critica da “pari” ed erano stati giudicati affetti da difetti metodologici tali da inficiare le conclusioni. I rimanenti 6 mostrano solo che i pazienti con MCS sono affetti più spesso delle persone normali da ansia e depressione, temono le esposizioni chimiche ed elettromagnetiche e presentano sintomi organici non spiegabili in base alle conoscenze attuali. Né gli studi originali né le revisioni della letteratura citati nel documento dimostrano un rapporto causale tra MCS e disturbi psicologici, ma solo una loro maggiore prevalenza nei pazienti rispetto ai soggetti sani. CONCLUSIONI Il percorso terapeutico-assistenziale proposto dal GdL per i malati di IIAAC/SMC sottintende la natura psichica della MCS ed è il frutto di un’analisi deliberatamente parziale e tendenziosa della letteratura scientifica sulla malattia.

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