Sensibilità Chimica Multipla e Istituto Superiore di Sanità
33 sperimentale. Tutto il lavoro scientifico può essere sconvolto o modificato dall’ avanzare delle conoscenze » (41). Proprio questo principio è tradito più spesso perché, se l’avanzare delle conoscenze ha messo in discussione più di una certezza, molti studiosi non sono disposti a rinunciare alle loro. Fra questi vi sono, appunto, H. Staudenmayer (che lo ignora completamente) e i 16 insigni membri del GdL. In Explaining Unexplained Illnesses (38), Martin Pall sottopone a un’analisi rigorosa il primo articolo di Staudenmayer, Idiopathic environmental intolerance: part 1 - a causation analysis applying Bradford Hill’s criteria to the toxicogenic theory , e dimostra con abbondante documentazione che Staudenmayer può affermare che i criteri di Hill non soddisfano l’ipotesi dell’origine tossica della MCS solo perché ha ignorato con sistematicità tutta la bibliografia che attestava il contrario, che nel 2003 era già imponente e aveva apportato nuove e importanti conoscenze sia nel campo della genetica che in quello della biochimica. Pall segnala, criterio dopo criterio, quali e quanti studi Staudenmayer ha dovuto ignorare per poter affermare che la teoria tossicogena è priva di supporto scientifico. Dopo aver inserito in ogni punto il supporto bibliografico necessario, conclude che l’articolo in questione è fallace e che, contrariamente a quanto vi si afferma, la teoria dell’origine tossica soddisfa in maniera robusta almeno cinque dei criteri proposti da Hill: forza dell’associazione, consistency (diffusione), rapporto temporale, plausibilità e analogia. Avrebbe aggiunto un altro criterio – i dati da esperimenti su animali – ma, poiché Hill non lo aveva preso in considerazione, dichiara di non sapere con certezza se l’avrebbe considerato valido (38) 31 . Alla fine della sua esposizione, Pall ricorda anche che, anni prima, Claudia Miller aveva pubblicato uno studio in cui, usando anche lei i criteri di Hill, prova che la teoria dell’origine tossica della MCS ne soddisfa almeno sei. Lo studio è del 1996, perciò Staudenmayer deve esserne a conoscenza, ma naturalmente non lo cita, né lo discute. Pall conclude che la completa incapacità di Staudenmayer e collaboratori di trovare anche una sola evidenza che il meccanismo tossicogeno soddisfa i criteri di Hill testimonia la « dimensione del pregiudizio (lett. bias) della loro “review basata sulle evidenze ”» (38) 32 . Martin Pall non si occupa del secondo studio solo perché lo ritiene un esercizio inutile, ma qui lo valuterò come ho fatto per tutti i lavori di cui non ho trovato alcuna recensione. L’articolo Idiopathic environmental intolerance: part 2 - a causation analysis applying Bradford Hill’s criteria to the psychogenic theory (40) si divide in due parti: nella prima, Staudenmayer persegue l’obiettivo di smantellare le critiche alla teoria psicogena fatte dai sostenitori dell’origine tossica; nella seconda, analizza l’applicabilità dei criteri di Bradford Hill alla teoria stessa. Per demolire le critiche alla teoria psicogena, afferma che è più solida di quella tossicogena perché è stata accettata dalla maggior parte della comunità scientifica, mentre per la teoria dell’origine tossica non ci sono prove e spetta ai suoi sostenitori trovarle. Fa questa affermazione dimenticando, ovviamente, i numerosi studi che dimostrano i 31 Pag. 218 – 225. 32 Pag.225.
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