Sensibilità Chimica Multipla e Istituto Superiore di Sanità

37 maniera diversa. Su questa base, lo studioso sostiene che i pazienti con IEI con una storia di traumi attribuiscano alle esposizioni a sostanze tossiche – che, secondo lui, non sono mai avvenute – ansie e timori in verità generati dai traumi subiti. Queste sono le sue argomentazioni per dimostrare la plausibilità biologica della IEI e in questa dimostrazione Staudenmayer offre forse il meglio di sé: con un linguaggio erudito, carico di autocompiacimento, si inoltra nei meandri della psicologia usando una tecnica che gli è ben nota, perché sia la lingua che le argomentazioni sono stati usati, prima di lui, da altri illustri psichiatri per spiegare l’origine psichica di sclerosi multipla, morbo di Parkinson, lupus e molte altre forme morbose (45, 46, 47). Settimo criterio: “coerenza”. Secondo questo criterio, l’interpretazione causale di una malattia non deve confliggere con le conoscenze consolidate della sua storia naturale e dei meccanismi biologici che ne stanno alla base. La dimostrazione, da parte di Staudenmayer, di come questo criterio soddisfi la teoria psicogena, si sviluppa in più passaggi. Dapprima, lo studioso illustra come lo stress prolungato possa provocare delle modifiche a carico dell’ippocampo. Poi, spiega come studi su soggetti con PTSD e ansia avrebbero evidenziato una diminuzione del volume dell’ippocampo stesso e come, secondo altri studi, quelle modifiche potrebbero causare una resistenza agli antidepressivi. Conclude dicendo che la IEI è assimilabile al PTSD e che probabilmente i pazienti sono resistenti agli antidepressivi a causa delle alterazioni dell’ippocampo (le quali, nell’MCS, non erano però state ancora provate). Senza ipotizzare mai un trauma chimico, conclude che la teoria psicogena soddisferebbe il criterio di coerenza. Ottavo criterio: “studi sperimentali”. Anche in questo caso Staudenmayer fornisce un’interpretazione personale del criterio. Non cita infatti gli studi che alcuni, fra cui lui stesso, hanno effettuato sui soggetti con IEI 36 , ma considera “studi sperimentali” le terapie che i pazienti seguono, a meno che non siano psichiatriche. Citando l’importante indagine di P. R. Gibson e coll., riferisce che le terapie che i pazienti considerano più efficaci sono « uno spazio libero da inquinanti, evitare le sostanze chimiche e pregare », e deve ammettere che gli stessi pazienti riferiscono che l’unico trattamento psichiatrico a cui attribuiscono valenza positiva è quello che li aiuta a convivere con la malattia. Ritiene che questi dati siano privi di supporto scientifico e li classifica come espedienti per conservare i propri convincimenti e rifiutare di accettare la vera natura della malattia. Non potendo affermare che le terapie psichiatriche classiche sono coronate da successo (perché è perfettamente consapevole dei loro scadenti risultati), dichiara con un certo coraggio che « prove preliminari che documentano il successo delle terapie psichiatriche e psicologiche supportano l’applicabilità del criterio dell’intervento sperimentale alla teoria psicogena ». 37 Nono criterio: analogia. Esso richiede che vi sia analogia con altre malattie ben caratterizzate. Secondo Staudenmayer, la IEI è un analogo degli attacchi di panico o, sotto altri aspetti, della « nevrastenia ». Perciò, il criterio di analogia sarebbe soddisfatto. Dopo aver dimostrato con soddisfazione l’aderenza della teoria psicogena ai criteri di Bradford Hill, l’autore ammette che il successo del trattamento psichiatrico è molto difficile perché « per superare l’idea sopravvalutata del danno da sostanze tossiche, è essenziale che i pazienti ripudino i concetti e i trattamenti di medicine alternative, quali quelli proposti dai medici ecologisti e da altri sostenitori della teoria tossicogena ». Nulla di nuovo: la colpa è dei medici ecologisti. 36 Staudenmayer ha citato gli studi realmente sperimentali su pazienti con IEI nel paragrafo “consistency”. 37 In altri studi, Staudenamayer aveva affermato di aver avuto notevoli successi, ma non ha mai allegato una casistica.

RkJQdWJsaXNoZXIy MjUwNDY=