Sensibilità Chimica Multipla e Istituto Superiore di Sanità
38 Mi è quindi difficile commentare oltre questo studio che, nell’intenzione dell’autore, avrebbe dovuto costituire, assieme al gemello valutato da Pall, la pietra tombale sulla teoria tossicogena della MCS. Per raggiungere il suo obiettivo, Staudenmayer ha scritto due articoli che non hanno nulla di scientifico, per non dire che sono falsi come possono esserlo quelle narrazioni manipolatorie in cui si ometta una parte dei fatti e si distorca la restante a proprio uso e consumo. Per poter sostenere la sua tesi, lo studioso ha dovuto prima escludere tutta la letteratura contemporanea che avrebbe potuto disturbarlo, poi sviluppare il suo discorso rimanendo rigorosamente all’interno del mondo “psichico”, come se mente e corpo fossero due entità distinte e separate, dimenticandosi che questa concezione è stata rifiutata dalla scienza medica e dalla stessa Associazione Americana degli Psichiatri. Nel DMS-IV, il manuale di riferimento, si legge infatti che « il termine disordine mentale sfortunatamente implica una distinzione fra disturbi “mentali” e “fisici”, che è un anacronismo riduzionista del dualismo mente/corpo. Molti studi convincenti documentano che c’è molto di fisico nei disturbi mentali e molto di mentale nei disturbi fisici » (38) 38 . Ha dovuto anche ignorare le lezioni, ormai numerose, della storia della medicina: l’etichetta psichiatrica, come ricorda Ann Davidoff, è stata attribuita troppo spesso a forme morbose che hanno in seguito dimostrato di possedere una natura molto fisica e questa etichetta è stata usata con maggiore facilità se, ad essere colpite, sono in prevalenza le donne. Come ben si capisce, quest’ ultimo punto necessiterebbe, per importanza, di una riflessione ampia e approfondita, ma tale analisi esula dagli scopi di questo scritto. Che la netta prevalenza della malattia fra le donne ne abbia condizionato l’approccio e facilitato il dirottamento verso l’inquadramento psichiatrico è però più di un semplice “dubbio” e accomuna molti studiosi, tra cui ricordo ancora Martin Pall e Pamela Gibson (38, 48) 39 . Considerazioni generali sui tredici articoli che sostengono la teoria psicogena Lo studio degli articoli di psichiatri che il GdL ha selezionato a sostegno della tesi che i pazienti con MCS hanno solo bisogno di essere rassicurati che non hanno nulla di grave, conferma quanto era apparso evidente già dopo la lettura del Position Paper dell’American College of Physician: i criteri con cui sono state valutate le pubblicazioni dei medici ecologisti sono molto diversi da quelli usati per giudicare i lavori dei sostenitori della teoria psicogena. La scarsa qualità di alcuni lavori degli psichiatri ha colpito anche Martin Pall, che nel suo libro Explaining unexplained illnesses ricorda come gli strumenti messi a disposizione dal sistema informativo scientifico siano molteplici, e che non vi è alcun dubbio che le revisioni dei singoli studi, fatte da pari (peer-reviewers), di solito garantiscono che vengano pubblicati lavori di buona qualità. Eppure, scrive, stranamente questo non succede nel caso di alcuni studi psichiatrici. Dopo aver dedicato un intero 38 La citazione è fatta da Martin Pall che rimanda a pagina xxi del DMS-IV. 39 Pag. 217.
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy MjUwNDY=