Sensibilità Chimica Multipla e Istituto Superiore di Sanità

41 ambientali conclamate e proprio questa mancanza di risultati può essere arbitrariamente usata per supportare la teoria psicogena: è ciò che ha fatto il GdL. I due lavori compaiono su una rivista di Medicina del Lavoro e, al momento dell’inizio dell’incarico del GdL, sono molto recenti. Forse capitano sotto gli occhi di uno degli esperti, che decide di inserirli in bibliografia. Non si capirebbe altrimenti come, in un contesto in cui non si è posta particolare attenzione all’eziologia, vengano scelti per trattare il tema questi due studi, che non sono in grado di dire nulla. Ho voluto riportare in maniera analitica i contenuti degli articoli citati nel documento dell’ISS per consentire al lettore di diventare pienamente consapevole delle prove portate a supporto della teoria psicogena. È importante, perché questi studi costituiscono la base scientifica su cui il GdL prima – e il CSS poi – hanno emesso la loro sentenza sulla natura della MCS. La qualità degli studi che, con accenti diversi, sostengono l’origine psichica dell’IIAAC/MCS è mediamente scarsa e spesso insufficiente, ma quella dei più accesi sostenitori della tesi è talmente scadente da risultare imbarazzante. I due studi clinici sperimentali, poi, non aggiungono nulla. Tutti i componenti del GdL erano in grado di valutare facilmente la qualità dei lavori letti e alcuni erano anche esperti di metodologia della ricerca; nonostante ciò, a supporto di una diagnosi non dichiarata esplicitamente (ma accettata come verità) hanno fatto riferimento a studi che, per la loro scarsa qualità, possono essere definiti solo deprimenti. Anch’io, come Martin Pall, mi chiedo come sia stato possibile. Se il GdL si è limitato a insinuare che l’IE/IIARC/MCS/IEI (per noi TILT) è di origine psichica, suggerendo poi ai medici di rassicurare i pazienti, le altre tre indicazioni sul trattamento sono esplicite: è inutile evitare esposizioni alle sostanze chimiche, tutti i trattamenti devono essere eseguiti secondo le norme della best-practice e evidence-based medicine, e ogni trattamento farmacologico non sintomatico deve essere sottoposto ad adeguata sperimentazione clinica. Inutilità di evitare le sostanze chimiche Per le conseguenze che ha avuto sul piano della cura e della ricerca, l’indicazione più importante è che non vi sono evidenze che evitare l’esposizione alle sostanze chimiche sia utile. La frase del documento – « al momento attuale non vi è alcuna indicazione clinica a supporto dei tentativi di evitare qualsiasi tipo di esposizione ad agenti chimici » – è seguita dalla citazione dello studio di D.W. Black del 2000, già incontrato e presentato fra quelli dei sostenitori della teoria psicogena (18). Tuttavia, quello studio – che indaga le condizioni di vita di un gruppo di pazienti IEI/MCS – non dice in nessun punto che evitare le sostanze chimiche non serve: D.W. Black prende semplicemente atto del fatto che, nel campione osservato, tutti vivono in spazi liberi da inquinanti, ma non fa alcun tipo di considerazione. L’articolo in questione, quindi, non sostiene quanto affermato nel documento del GdL e viene spontaneo chiedersi perché sia stato citato. Tuttavia, proprio poche righe sopra il richiamo a Black si trova un riferimento bibliografico che, sul tema “evitare le sostanze chimiche”, qualcosa dice. Si tratta di uno studio che il GdL ha ritenuto opportuno citare solo per affermare che le persone con

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