Sensibilità Chimica Multipla e Istituto Superiore di Sanità

55 sindrome multisistemica dai risvolti ancora poco definiti. Data la correlazione ipotizzata con l’esposizione a basse dosi (sotto i limiti di legge) o a singola dose elevata sopra il limite a sostanze chimiche pericolose e/o a miscele delle stesse, questa sindrome potrebbe in futuro assurgere a ruolo guida sia nell’identificazione di soggetti geneticamente e/o epigeneticamente vulnerabili, sia nell’identificazione di classi di sostanze e miscele particolarmente pericolose e che richiedono una valutazione più approfondita in ambito regolatorio di prevenzione primaria. L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha avuto negli ultimi 20 anni un ruolo parziale nell’analisi della problematica. Si ritiene invece opportuna una valutazione puntuale e multidisciplinare dei singoli casi sospetti attualmente esistenti, una maggiore chiarezza nella determinazione e raccolta della casistica epidemiologica con relativa ricerca multidisciplinare dei possibili marcatori di esposizione, effetto biologico precoce e di malattia.” L’introduzione è molto promettente e vi si legge: “ Le molteplici fonti di inquinamento (chimico, elettromagnetico, acustico etc) stanno minando il benessere raggiunto finora, contribuendo a far aumentare il rischio di malattie che riconoscono una eziologia ambientale come le malattie cardiovascolari, i tumori, le malattie respiratorie, le allergie e la comparsa di altri disturbi della salute meno conosciuti che per questa ragione sono definiti con l’acronimo MUPS (Medical Unexplained Physical Symptoms)” . Fra questi ultimi c’è l’MCS, la cui “ eziologia è ancora oggetto di dibattito scientifico”. Tuttavia, per le sue caratteristiche, “ potrebbe fungere da campanello d’allarme d’inquinamento ambientale e essere un possibile indicatore precoce del rischio di esposizione a una singola sostanza o a una miscela di sostanze potenzialmente sfuggite al controllo .” Riferisce quindi che il programma del Dipartimento di Salute Ambientale dell’ISS è quello di conoscere quanto più possibile i fattori di rischio da esposizione e i meccanismi d’azione degli inquinanti per poter istituire politiche adeguate di controllo e prevenzione. Aggiunge che, a questo fine, l’ISS ritiene necessario costruire una rete di soggetti pubblici e privati in grado raccogliere e scambiare informazioni, svolgere ricerche e studi coordinati, sotto la sua direzione. Inoltre, reputa importante “ istituire dei corsi di MCS per i sanitari, all’interno della cornice della Rete Italiana Ambiente e Salute (RIAS)” , per poter non solo prevenire, ma anche essere in grado di istituire terapie quanto più possibile personalizzate. Non si può che essere d’accordo. I capitoli successivi contengono poi un’esposizione completa delle iniziative di tutti i soggetti pubblici e privati si sono occupati di MCS. Fra quelli pubblici cita l’ISS e, proprio facendo riferimento all’ISS, viene concesso un certo spazio al Gruppo di Lavoro e al suo documento. L’autrice spiega che quest’ultimo rappresenta la risposta data da un gruppo di esperti alla richiesta avanzata dal Ministero di predisporre un percorso di accompagnamento per i pazienti di MCS: “ Diverse figure istituzionali – compresi medici del lavoro, ricercatori e direttori sanitari – sono stati coinvolti ed è stato messo a punto un protocollo di diagnosi e trattamento che, dopo 15 anni, appare sostanzialmente condiviso da alcuni ricercatori sia a livello nazionale che internazionale, anche se ci sono alcuni punti critici, alcune differenze procedurali come pure alcune difficoltà di implementazione a causa della mancanza di risorse economiche e di interventi di coordinamento. Il percorso diagnostico del documento degli esperti identificati dall’ISS includeva in prima istanza, se possibile, la caratterizzazione del rischio chimico, esami clinici e strumentali e infine la descrizione del soggetto e dei risultati ottenuti. Gli esami diagnostici possono essere più o meno approfonditi e possono anche essere utili per mettere in luce qualunque altra patologia che possa essere o la causa principale dei sintomi riscontrati o contribuire alla loro genesi. Stando a quanto è riportato nel

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